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Arte e Storia

L’Abbazia di Chiaravalle: dove vivono i monaci di Milano

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Uscendo dalla periferia Sud di Milano si ha l’impressione di essere in campagna; ettari di verde si estendono sulla pianura che, in pochi chilometri, dalla provincia di Milano passa a quella di Pavia. In questa parte della città l’hinterland non ha attecchito come per la zona Nord di Milano, dove i paesi alle porte della Brianza in pochi anni sono stati inglobati nel tessuto urbano della città. Nella sua parte di periferia meridionale, Milano offre la sua parte agreste. Tra questi piccoli paesi raggiungibili per le strade statali che portano nel Pavese e nel Piacentino, il più conosciuto è Chiaravalle, con la sua Abbazia.

abbazia di chiaravalle 2

Photo: www.panoramio.com

L’alta torre, i bellissimi affreschi e l’antico mulino

Fondata nel 1135 su un terreno originariamente paludoso, a pochi chilometri da Porta Romana, l’Abbazia di Chiaravalle è stata voluta per volere di San Bernardo. Il monaco e teologo francese è stato il principale promotore della Abbazia, la quale è stata costruita anche grazie al contributo di benefattori e delle autorità milanesi e venne consacrata dal vescovo di Milano Enrico Settala nel 1221. Nel 1798 la comunità monastica fu soppressa dalla Repubblica Cisalpina e il complesso subì un periodo di rovina e abbandono. Solo sul finire dell’Ottocento iniziarono le attività di recupero del monastero. Solo nel 1952 si vide il ritorno dei monaci che ridiedero vita al monastero.

abbazia-chiostro

Photo: www.panoramio.com

Il complesso, il cui nome completo è Santa Maria di Ravegnano, è riconoscibile da lontano per via della sua torre, opera architettonica di 56 metri e composta da ottanta colonnine bianche di marmo di Candoglia. La struttura segue la pianta-tipo delle Abbazie Cistercensi, caratterizzate da elementi romanici e gotici e che presentano, tra gli altri, i tre luoghi di vita tradizionale del ritiro spirituale dei monaci: la chiesa, il chiostro e il refettorio. La facciata della chiesa del Monastero di Chiaravalle è frutto di un restauro iniziato nei primi anni del Novecento mentre la cappella absidale è affiancata da altre tre più basse con affaccio sul transetto. Il chiostro è stato largamente rifatto e oggi si possono ammirare solo un gruppo di quattro colonne originarie dette “annodate” mentre gli altri tre angoli sono stati ricostruiti. Qui si possono ammirare degli affreschi (attribuiti al Bramante) raffiguranti la Milano del tempo: il Duomo è descritto ancora senza le guglie, mentre Santa Maria delle Grazie è in costruzione e il Castello Sforzesco è riconoscibile con la sua torre del Filarete.

Abbazia_di_Chiaravalle_chiesa

Photo: it.wikipedia.org

Importanti artisti hanno contribuito alle sue decorazioni e agli affreschi interni, tra i quali Bernardino Luini e i fratelli Fiammenghini; questi ultimi  hanno realizzato l’Albero genealogico posto sulla scalina principale e hanno curato la maggior parte degli affreschi all’interno della chiesa.

La sagrestia è stata costruita nel 1412 ed è stata poi ampliata nel 1600 e nel 1700. Qui, fino alla cacciata dei cistercensi, era conservata la croce di Ludovico il Pio, portata in salvo dai monaci nella chiesa di Santa Maria presso San Celso, dov’è conservata oggi.

All’interno dell’abbazia di Chiaravalle è presente anche l’antico mulino. Costruito nel 1138 circa, la struttura non solo è stato restaurato ma, dal 2009, è di nuovo in funzione e viene utilizzato dalla comunità monastica.

 

Come arrivare

Chiaravalle è raggiungibile da Milano con il bus 77 dalla fermata della MM3 Brenta o Corvetto. In Auto è raggiungibile prendendo Corso Lodi e seguire le indicazioni per Chiaravalle. È possibile usufruire di visite private.

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