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Design

Architettura contemporanea a Milano

News > Design | Architettura contemporanea a Milano

Ferro, vetro, acciaio e cemento. Nessuna facciata dominante, né elementi decorativi. Il miesiano less is more ha dettato le regole dell’architettura del ‘900 milanese.

La borghesia imprenditoriale, fin da inizio secolo, era alla ricerca di una chiave architettonica modernista, che riuscisse a rendere l’idea di una città dinamica, scattante, lontana dalla sfarzo immobile del Castello Sforzesco. La trovò nella realizzazione della villa di Figini al Villaggio dei Giornalisti, dell’Università Bocconi di Pagano e della casa a ville sovrapposte di Figini e Pollini.

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La celebrazione del un nuovo secolo ha visto una rivoluzione nel campo architettonico. I palazzi eleganti e sobri, scolpiti da linee dritte e orizzontali, appartenevano ai film di Rossellini e di De Sica. Quello che si ricercava erano, invece, ambientazioni simili al film di Zemeckis, Ritorno al Futuro. I palazzi dovevano puntare verso l’alto ed essere il simbolo del progresso tecnologico e del design, non più del dinamismo borghese.

Piazza Gae Aulenti, il nuovo skyline di Milano

C’è chi la paragona alla Potsdamer Platz berlinese, chi alla City di Londra. In pochi, pochissimi non la apprezzano e sono, di solito, gli stessi che si lamentano di qualsiasi cosa, anche di avere troppa Nutella sulla fetta del pane. I più, invece, vedono in lei il simbolo della rinascita architettonica e culturale di Milano.
Stiamo parlando di Piazza Gae Aulenti, la piazza che si trova davanti alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi, che è stata inaugurata l’8 dicembre 2012

La piazza, progettata da César Pelli, ha una forma circolare, che ricorda le antiche piazze romane, è rialzata da terra di 6 metri e ha un diametro di 100 metri. Nel mezzo, c’è una fontana profonda appena pochi centimetri, che si riempie e si svuota e dove d’estate è possibile farci il bagno; su un lato, una struttura con delle trombe, che si ricollegano al piano inferiore, dove è presente un supermercato. Intorno, i grattacieli che hanno finalmente dotato Milano di uno skyline degno di una vera metropoli.

Prima fra tutti, svetta la Unicredit Tower: progettato anche questo da César Pelli, è il grattacielo più alto d’Italia, si contraddistingue per un’estetica futurista e le spire, che arrivano oltre i 78 metri. E poi, il Bosco Verticale, la struttura residenziale appena fuori dalla piazza che si è recentemente aggiudicata l’Intenrational Highrise Award, il premio per il grattacielo più innovativo al mondo: due torri alti, bianche e nere, progettate da Stefano Boeri per essere completamente ricoperte dal verde degli alberi, fiori e cespugli dei loro balconi.

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E ancora, la Diamond Tower, 600.000 mq di uffici direzionali, e le torri residenziali Solaria, alle quali si accede dalla piazza attraverso una passerella su Melchiorre Gioia.
I progetti architettonici contemporanei non possono non tenere conto dell’aspetto “green”. Ed è per questo che, accanto all’uscita della Feltrinelli Red, in Piazza Gae Aulenti è comparso un enorme campo di grano, di oltre 50 mila metri quadri, seminato il 28 febbraio da oltre 5 mila milanesi.

Altri esempi di architettura contemporanea a Milano

La realtà è che altri esempi di architettura dal design, dalle forme e dalle tecnologie avanzate, purtroppo, non ce ne sono. O almeno, non ce ne sono ancora. C’è già, però, la fermata della metropolitana che porterà al nuovo complesso di grattacieli pronti a rivoluzionare il panorama milanese.

La fermata si chiama Tre Torri e si trova vicino al polo fieristico di Fiera Milano. I grattacieli sono, o meglio saranno, per l’appunto, tre torri, progettate dagli architetti Hadid, Isozaki e Libesckid. Per ora, si possono ammirare ruspe, gru e betoniere, nell’attesa degli edifici che ci faranno camminare, ancora una volta, con il naso all’insù.

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