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Arte e Storia

I capolavori del Museo del Novecento di Milano

News > Arte e Storia | I capolavori del Museo del Novecento di Milano

All’interno del Palazzo dell’Arengario, in Piazza Duomo, c’è un Museo che ha aperto da solo qualche anno e si è immediatamente identificato come icona culturale milanese. È il Museo del Novecento, lo spazio che ospita una collezione di oltre quattromila opere di arte italiana del XX secolo, con l’obiettivo di conservare, studiare e promuovere il patrimonio del Bel Paese e di coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.

Il Museo del Novecento: l’architettura

Museo del 900 a Milano

Credits foto: http://bit.ly/1qYKI0c

Lo spazio in cui si trova il Museo del Novecento è, già di per sé, degno di menzione.
L’Arengario fu costruito fra il 1936 e il 1959 seguendo il progetto di architetti famosi nel panorama milanese, come Portaluppi e Griffini: la sua costruzione si poneva, infatti, come conclusiva del processo di rinnovamento urbanistico del centro della città, intrapreso da Mengoni, progettista della Galleria Vittorio Emanuele II, che aveva trasformato l’area adiacente al Duomo donandole un carattere monumentale.

La struttura dell’Arengario aveva l’obiettivo di equilibrare la Piazza, segnando il passaggio dall’antico al moderno.

Abbandonato fino alla seconda guerra mondiale, fu ristrutturato nel dopoguerra e adibito a uffici comunali e provinciali. Ricoprì questo ruolo fino al 2010, quando divenne la sede del Museo del Novecento. Il progetto ha permesso alla città di rivivere un edificio così centrale e importante, ora trasformato in uno dei luoghi privilegiati della cultura a Milano.

Parti portanti della nuova struttura sono la facciata in vetro che rende lo spazio luminoso e visibile dall’esterno: passeggiandoci accanto, si intravede la grande rampa a spirale che collega i diversi piani della torre, dal piano terra fino alla terrazza sul Duomo.

Il Museo del Novecento: la collezione permanente

I capolavori del Museo del Novecento di Milano

Il Museo del Novecento conserva opere tra le più importanti del XX secolo. La collezione permanente accoglie circa 400 opere, allestite seguendo un criterio cronologico.

Si parte dal 1902, anno in cui fu esposto per la prima volta il Quarto Stato di Giovanni Pelizza da Volpedo.
E, infatti, al quadro è dedicata una sala lungo la rampa elicoidale. Entrare in quest’ala del Museo è gratis: fatelo, e sarete colpiti dalla grandezza di questo capolavoro. Accanto al quadro, gli studi della fisionomia dei personaggi e dell’ambiente circostante che hanno permesso a Volpedo di realizzare un’opera d’arte indelebile nelle nostre menti e nel tempo.

Il quarto Stato al Museo del 900

Con questo ingresso trionfale, il Museo non può che dare del suo meglio per mantenere alta l’aspettativa dei suoi visitatori. E non delude. La collezione prosegue con un omaggio alle Avanguardie Internazionali, con i dipinti di inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Amedeo Modigliani. Segue il futurismo, rappresentato da un nucleo di opere introvabili e uniche che spazia da Umberto Boccioni fino a Carlo Carrà.

Non solo i grandi movimenti, ma anche grandiose singolarità, come quelle di Giorgio de Chirico e Fausto Melotti.
È ora di salire al terzo piano, dove i protagonisti sono gli anni Cinquanta e Sessanta. Piero Manzoni e gli artisti di Azimuth, da Enrico Castellani ad Agostino Bonalumi, riempiono questo piano con le loro opere.

All’ultimo piano è invece dedicato un monografico su Lucio Fontana. La sala, chiamata per l’appunto Sala Fontana, è stata progettata per diventare essa stessa un’opera d’arte: il soffitto del 1956, proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba, il Neon della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta impreziosiscono lo spazio.
Il Museo termina con una sala incentrata sull’Arte Povera e ai suoi esponenti, come Luciano Fabro e Giuseppe Penone.
Il Museo del Novecento stupisce per la complessità dei temi trattati con assoluta omogeneità: le opere sono inserite nello spazio e vivono con esso, sorprendendo sia gli amanti dell’arte sia i meno esperti.

Sito del museo:www.museodelnovecento.org

Credits foto di anteprima: http://bit.ly/1YGxZKq

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