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Arte e Storia

Cosa fare a Milano? Itinerario del quartiere Isola

News > Arte e Storia | Cosa fare a Milano? Itinerario del quartiere Isola

Non fatevi ingannare dal nome: non stiamo per descrivervi una zona di Milano circondata dall’acqua.

Stiamo, invece, per raccontarvi la storia di un quartiere della Zona 9 di Milano, separato da Garibaldi dalla Stazione ferroviaria. Ecco, quindi, da dove deriva il nome “Isola”: da questa separazione dal resto della città che gli ha permesso di svilupparsi autonomamente e di mantenere un carattere unico.

L’Isola fra Ottocento e Novecento

Nell’Ottocento, il quartiere Isola faceva parte dei Corpi Santi, cioè di tutte quelle aree agricole immediatamente fuori dalle porte di Milano. Integrata all’interno dell’area cittadina nel 1873, mantenne comunque la sua autonomia per via del Piano Beruto del 1884.

Cosa fare a Milano

Il piano prevedeva la formazione di una città radiocentrica, con grandi viali che collegavano le nuove zone periferiche industriali: l’Isola faceva parte di queste realtà periferiche ed era collegata al centro della città attraverso il ponte di Via Farini.

All’inizio del Novecento, l’Isola era famosa soprattutto per gli stabilimenti industriali che vi trovavano sede. Primo fra tutti, era il TIBB (Tecnomasio Italiano Brown-Bovery), la fabbrica di macchinari elettrici, sorta nel 1908: quasi tutti gli abitanti di Isola avevano un posto di lavoro al TIBB o ad altri stabilimenti minori, come la fabbrica di ascensori Stigler e la fabbrica di sapone Heinemann.

L’Isola divenne in breve tempo uno dei maggiori quartieri operari milanesi e, alle case in stile liberty, si sostituirono quelle popolari: le case di ringhiera, uno dei simboli di Milano. Costruite intorno a un cortile dove si trovano i bagni, in comune agli abitanti della casa, le case di ringhiera hanno gli appartamenti legati uno all’altro da un ballatoio, una sorta di lungo balcone esterno, anch’esso in comune.

Cosa vedere a Milano

In questi anni il termine “isola” non rappresentava solo metaforicamente la sua indipendenza e lontananza dal resto della città. Erano, infatti, ancora intatte due barriere più o meno naturali: il Naviglio Martesana, coperto negli anni ‘70 dal tracciato di Melchiorre Gioia, e i binari della ferrovia.

Scoppiò, poi, la seconda guerra mondiale.

Miracolosamente, l’Isola rimase solo ferita, e non irrimediabilmente danneggiata, dai bombardamenti aerei.
Nel dopoguerra, Milano sperimentò una crescita veloce: l’Isola non si trovava più così distante dalla città, tanto che il ruolo di “periferia” non le calzava più, nonostante le barriere geografiche e architettoniche le impedissero una reale integrazione al resto della città.

Il piano PRG del 1953 aveva lo scopo di avvicinare l’Isola al resto di Milano: al posto delle case popolari, furono progettati uffici e, per collegarla al resto della città, fu ideato un sistema di strade a scorrimento veloce. Questo piano così stravolgente, però, non fu portato a termine, se non si considera il Cavalcavia Bussa, unico erede del PRG. Venne, invece, prevista una soluzione più moderata e ridotta, la Variante Cannarella del 1972, che vide la ferrovia di Garibaldi arretrare nella sua posizione attuale e il susseguirsi di una serie di espropri e sgomberi degli abitanti di Via Borsieri. Sgomberi ai quali gli Isolani resistettero con lotte politiche organizzate dal basso.

Le proteste e i costi eccessivi fecero arretrare il comune, che si limitò a costruire una strada sopra i binari di Porta Garibaldi, che ancora oggi collega Corso Como a via Farini.

L’Isola oggi

Quartiere Isola a Milano

Dal secondo dopoguerra agli anni Duemila, l’Isola è cambiata notevolmente: da quartiere operaio si è, infatti, trasformata in una zona ricca di caffè eccentrici e negozi vintage. Rimane, però, distaccata dal resto della città. Il modo migliore di arrivarci è quello di prendere la metro verde, scendere a Garibaldi e superare il sottopassaggio, sbucando in Via Pepe. Un’alternativa è prendere la metro lilla fino alla fermata Isola, ma noi vi consigliamo la prima opzione: vi ritroverete a camminare nelle vie lontane dal caos milanese e, fra un tatuatore e un bistrot francese, sbucheranno le case di ringhiera, a testimoniare il passato di questo quartiere. Vi suggeriamo, in particolar modo, di fare un giro per Via Abadesse, che conserva il fascino di un tempo.

Credits foto copertina: http://fotomarinellarusmini.blogspot.it/2014/09/milano-isola-centro-direzionale-porta.html

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