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Food

Il Camparino, bar storico di Milano

News > Food | Il Camparino, bar storico di Milano

È oro su sfondo nero e, dal 1915, domina la Galleria di Milano: è l’insegna del Camparino, uno dei bar storici di Milano, che porta con sé la storia della città.
Scoprite insieme a noi la storia del Camparino!

Il Camparino: spritz dal 1915

Il Camparino, bar storico di Milano

Il 17 novembre 1867, su un portone della Galleria Vittorio Emanuele appare una cicogna blu: appartiene a Davide Campari, il primo cittadino milanese a nascere in Galleria.
Insieme al fratello, Davide apre nel 1915 il Camparino, un bar al centro di Milano che serve cocktail a base di Campari fino a tarda notte. Passare davanti alla sua insegna oro su sfondo nero significava rimanere incantati dall’arredamento in stile imperiale e dal via vai di clienti con uno spritz o un negroni in mano.

A rendere speciale il Camparino non c’era solo l’arredamento raffinato o la vicinanza al Duomo di Milano, ma soprattutto il segreto meccanico che lo scantinato nascondeva: un impianto idraulico che permetteva il flusso continuo di seltz ghiacciato fin sopra al bancone.

Il che significava una cosa sola: spritz e negroni senza interruzioni e sempre ghiacciati e frizzanti al punto giusto. Il Camparino in pochissimo tempo si afferma nel panorama milanese e diventa un locale di punta sia di giorno sia di sera.

Tuttavia, il suo splendore e la sua insegna si eclissano per un momento quando, nel 1943, la Galleria è colpita dai bombardamenti aerei degli Alleati. Le porte alte e a vetri del Camparino chiudono fino alla fine della guerra: fino a quando cioè Guglielmo Miani, un sarto pugliese approdato a Milano nel ‘22, non rileva la su licenza.
Inizia, da allora, un nuovo ciclo di vita per il Camparino che attraversa diverse fasi e trasformazioni. Cambia molti nomi: diventa Zucca, poi Miani, poi di nuovo Zucca.

Fino al 2012, quando, finalmente, la sua insegna ritrova il suo posto: il locale della Galleria torna a essere il Camparino.

Una delle rivoluzioni più recenti e, senz’altro, la più particolare, è quella di design portata a termine da Ugo Nespolo: vi basterà arrivare davanti alla porta di ingresso per notare l’originalità dell’arredo.

Nespolo ha preso come punto di riferimento un quadro di Boccioni per la sua rivoluzione d’interni. Il quadro è Rissa in Galleria e due cose sono ben visibili: la folla di uomini intenti a picchiarsi e l’insegna del bar. Il quadro di Boccioni rappresenta come il Camparino fosse il simbolo di quella che oggi chiamiamo movida di Milano.

Il Camparino oggi

Bar storici a Milano

A gestire il Camparino di Milano, oggi, ci sono il genero e la figlia di Guglielmo Miani, Orlando Chiari e Teresa Miani. La coppia porta avanti la tradizione inaugurata agli inizi del 1900: la qualità dei cocktail e la gentilezza del personale sono, infatti, rimaste invariate.
Ok, ma quali sono i cocktail da provare?

Andare al Camparino e ordinare un’acqua o una bibita gassata è un insulto alla storia centenaria del locale. Soprattutto se considerate che ci sono davvero un sacco di cocktail, perfetti per accontentare anche i gusti più difficili.
Ad esempio, per chi ama i sapori forti, può optare per un Negroni o un Negroni Sbagliato.

Chi vuole qualcosa di dissetante, non può non provare il Campari on The Rocks, mentre chi ama, oltre alla ciliegina sulla torta, quella sul cocktail, può sorseggiare un Campari Orange Passion.
In ogni caso, non ne resterete delusi!

www.camparino.it

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