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Arte e Storia

La festa di Sant’Ambrogio, Patrono di Milano

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Ogni città italiana ha il suo santo patrono che la protegge. Quello di Milano si chiama Ambrogio.

Oltre a proteggere i milanesi dalle peripezie e dalle sfortune della vita quotidiana, gli regala anche un giorno di festa: il 7 dicembre, infatti, si festeggia a Milano Sant’Ambrogio.

Ambrogio: fra storia e leggenda

Sant'Ambrogio

Per ritracciare la storia di questo straordinario individuo, dobbiamo tornare indietro nel tempo di parecchi anni, nel 339 d.C. Aurelio Ambrogio nacque da un’importante famiglia senatoria romana a Treviri.

La leggenda narra che, mentre Ambrogio infante dormiva nella culla, uno sciame di api si posò sulla sua bocca. Il padre, chiaramente sorpreso, esclamò: “Se questo figlio vivrà, diverrà sicuramente un grand’uomo!”.

La famiglia era cristiana da molte generazioni: destinato alla carriera amministrativa come il padre, Ambrogio intraprende degli studi classici frequentando le migliori scuole di Milano.

Incaricato come governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, Ambrogio si fa notare per le sue qualità oratorie che riescono a mantenere pacifiche le relazioni fra ariani e cattolici, allora molto problematiche. In breve tempo, divenne così famoso e apprezzato che si racconta che, durante l’elezione dell’ariano Aussenzio come vescovo di Milano, dal popolo si elevò un coro: “Ambrogio vescovo!”.

I milanesi volevano un cattolico come nuovo vescovo, tuttavia Ambrogio rifiutò l’incarico, sentendosi impreparato. La leggenda narra che, al fine di persuadere il popolo, Ambrogio ordinò la tortura di alcuni imputati e invitò a casa sua delle prostitute. I milanesi, però, non cedettero e si appellarono all’imperatore Flavio Valentiniano: a questo punto, Ambrogio dovette cedere. Come vescovo, Ambrogio adottò uno stile di vita ascetico, elargendo tutti i suoi beni ai poveri. Due opere principali connotano il vescovato di Ambrogio, che durò dal 347 fino alla sua morte.

La prima è la costruzione della Basilica di Sant’Ambrogio, a lui dedicata. Recentemente ristrutturata, la Basilica conserva le sue spoglie e, nella piazza davanti, è presente una colonna comunamente conosciuta come colonna del diavolo.

Si tratta di un’elegante colonna dell’epoca romana che presenta due fori: secondo la leggenda, la colonna fu testimone di una lotta fra Ambrogio e il diavolo. Il demonio, cercando di trafiggere il santo, finì invece nella colonna: da qui, i buchi e l’odore di Zolfo che sembra fuoriuscirne.

Visitare la Basilica, oggi, è un’esperienza unica: il vialetto davanti all’entrata è stato da poco ristrutturato e comprende una rilassante passeggiata sotto i sempreverdi. La Basilica, poi, è di una bellezza unica.

Oltre che un bene materiale, la Basilica, Ambrogio ha regalato alla città di Milano anche un bene spirituale, eterno, che ha lasciato segni profondi nella diocesi della città e del mondo. Ambrogio, infatti, fece sì che a Milano si predicasse il rito ambrosiano, un rito che prendeva spunto dall’Oriente e che è sopravvissuto all’unificazione dei riti voluti da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento.

Le differenze con il rito romano riguardano la celebrazione della messa, le suppellettili liturgiche e il canto Ambrosiano. L’elemento fondamentale del rito ambrosiano è, infatti, il canto che non deriva dai salmi, com’era invece solito fare. Ambrogio, per questo motivo, è stato definito come “il più musicale fra i padri” e la sua innovazione si diffuse presto anche nelle altre Chiese.

Fiera degli Oh Bej Oh Bej

oh bej oh bej

Il 7 dicembre del 374 Ambrogio divenne vescovo: è da allora che, ogni anno, si festeggia il Santo patrono di Milano.

Milanesi, credenti o non, festeggiano il Santo stando a casa da lavoro. I più religiosi possono prendere parte alla messa in onore del Santo che si tiene nella basilica. Per la gente comune, invece, viene inaugurata la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!

La fiera si svolge ogni anno intorno al Castello Sforzesco e prevede la presenza di oltre 350 espositori: fra giocattolai, pasticceri, librari e artigiani, i milanesi si aggirano per le bancarelle cercando il perfetto regalo di Natale.

Non mancano, inoltre, i venditori di caldarroste e di vin brûlé: un brindisi al patrono di Milano, in questo caso, è d’obbligo!

Credits immagine di copertina: https://flic.kr/p/aYj7Nk

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