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Arte e Storia

La Scala di Milano, storia del teatro più prestigioso in città

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“Esco ora dalla Scala. È per me il primo teatro del mondo, perché è quello che procura dalla musica i maggiori piaceri”. Così lo scrittore francese Stendhal descrisse la Scala di Milano, il primo teatro del mondo per architettura e acustica.

Figura

E oggi, oltre 200 anni dopo quella descrizione, il Teatro alla Scala di Milano conserva ancora il suo fascino e il suo portento che lo rendono famoso e invidiato in tutto il mondo.

La Scala: dalla nascita alla chiusura

Per arrivare davanti alla Scala basta scendere alla fermata della metropolitana di Duomo, oltrepassare la Galleria Vittorio Emanuele e giungere in Piazza della Scala: fermarsi un attimo sulle panchine accanto alla statua di Leonardo da Vinci e osservare quell’edificio che conserva secoli di storia milanese. Quell’edificio che si trova dove, un tempo, c’era una chiesa: il nome del teatro, infatti, deriva proprio da questa chiesa, la Chiesa di Santa Maria alla Scala.

In seguito all’incendio che nel 1776 aveva distrutto il teatro della corte di Maria Teresa d’Austria, si iniziarono i lavori per il Nuovo Regio Ducal Teatro all Scala, inaugurato il 3 agosto 1778. Ai lavori parteciparono grandi architetti e pittori dell’epoca e, alla prima, andò in scena l’Europa Riconosciuta, dramma per musica composto da Antonio Salieri appositamente per l’apertura.

La-scala-antica

Nei primi anni della sua vita, la Scala non ricoprì solo la funzione di luogo di spettacolo: essa infatti era anche sala da ballo, sala per cerimonie e, addirittura, per il gioco d’azzardo.
Fino al 1788, infatti, non era possibile giocare d’azzardo in città, fatta esclusione per i teatri.

Ben presto, però, il teatro alla Scala si affermò come punto di snodo culturale della città, dove debuttarono grandi artisti dell’epoca, primo fra tutti Giuseppe Verdi. Il rapporto fra l’illustre compositore e il teatro più prestigioso di Milano è passato alla storia per il suo carattere burrascoso: Verdi era innamorato del teatro che gli aveva permesso di suonare per la prima volta, ma rimase per oltre 20 anni lontano da esso a causa dei suoi contrasti con gli impresari che non venivano incontro alle sue richieste.

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Un po’ per l’assenza di Verdi, un po’ per un periodo di difficoltà economica, nella seconda metà del 1800, la Scala trascorse un momento di crisi. Il primo luglio 1897, il Comune di Milano, posto di fronte a nuove emergenze sociali, decise di sospendere il proprio contributo: così, la Scala fu costretta a chiudere.

Il ruolo di Toscanini

Nel 1998, Guido Visconti di Modrone donò una somma cospicua alla Scala che poté, finalmente, riaprire. Da questo momento in poi, la Scala attraversò momenti di splendore, grazie anche alla direzione artistica di Toscanini definito “infallibile, come il Papa”.
Toscanini rimase in carica fino all’arrivo del fascismo, che prese il potere sull’organizzazione e la programmazione del teatro. Toscanini si rifiutò di suonare Giovinezza, tributo al fascismo, e fu schiaffeggiato in mezzo alla piazza: per questo, abbandonò il paese e si trasferì a New York.

Esterno

Dopo la guerra, e dopo numerosi bombardamenti, apparvero sui muri dell’edificio cartelloni e manifesti che inneggiavano il ritorno di Toscanini, l’unico direttore artistico che fosse riuscito a far spendere la Scala. Mentre i lavori di ricostruzione del teatro venivano portati avanti, Toscanini tornò a Milano. L’11 maggio 1946, alle 21.00 “precise”, come si legge in un giornale dell’epoca, Toscanini inaugurò la nuova Scala, dirigendo le ouverture e i cori: quella sera, Toscanini non suonava solo per il suo pubblico, ma per tutti coloro che credevano nella rinascita dopo la guerra e che ascoltavano la sua musica in piazza tramite gli altoparlanti.

La Scala nell’età moderna

Nel 1967, il Teatro alla Scala diventò, per volere dello Stato Italiano, Ente Lirico Autonomo: una ventina di anni dopo, fu convertito in Fondazione Teatro alla Scala, una fondazione privata senza fini di lucro che gli permise di mantenere il suo splendore grazie ai fondi privati.

Un ulteriore ristrutturazione si è verificata tra il 2002 e il 2004, seguendo le linee guida innovative dell’architetto Mario Botta. Durante la serata di inaugurazione, è stata suonata nuovamente l’Europa Riconosciuta di Salieri: come nel 1778, la Scala ha continuato ad emozionare.

La Scala oggi: fra spettacoli e musei

Oggi, la Scala apre le sue porte agli spettacoli più famosi e ricercati del mondo: la prima avviene sempre durante Sant’Ambrogio ed è monitorata da emittenti televisive e giornali perché vi prendono parte politici e personaggi famosi.

Museo

Qualora non vi fosse possibile assistere a uno spettacolo, non temete: potrete comunque entrare all’interno del teatro e visitare il museo. Al primo piano, vi accoglieranno gli strumenti musicali di famosi compositori e, se vi sentite osservati, è perché il severo busto di Verdi si trova poco più avanti.

Le numerose sale visitabili custodiscono ricordi di prime memorabili, spartiti, biglietti e vestiti dell’epoca: visitarlo significa diventare testimoni della storia della Scala e, con essa, della storia di Milano.

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