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Arte e Storia

Milano nascosta: i 5 cortili più belli della città

News > Arte e Storia | Milano nascosta: i 5 cortili più belli della città

Non ci sono più le mezze stagioni. Venezia è meravigliosa, ma non ci abiterei. Le bionde sono tutte stupide. Milano è proprio bruttina.

Ma in realtà: ad aprile non fai che mettere e togliere il maglioncino, hai preso appuntamento per vedere quel bel bilocale vicino alla Ca’ Foscari, leggi che Sharon Stone ha uno dei QI più alti al mondo.

Fra i tanti luoghi comuni, sfatare quello sulla bruttezza milanese sembra impossibile.

Ci sono dei giorni in cui Milano è davvero come la descrivono: le nuvole coprono i grattacieli grigi, abitati da ventiquattrore e musi lunghi. Riuscire a oltrepassare lo strato spesso di monotonia cinerea è difficile. Per farcela c’è solo un modo: aprire portoni delle case e rifugiarsi nei loro cortili.

I cortili di Milano: indirizzi e indicazioni

La bellezza di Milano è timida, si nasconde dietro citofoni e doppie mandate. È fatta di archi, pavimenti piastrellati e panchine di marmo.

Dovrete essere voi a trovarla, non sarà lei a venire da voi. Non cercatela nei grattacieli, ma nelle case più vecchie, quelle costruite intorno all’oasi silenziosa dei cortili.

Come trovarli? Avete due possibilità. O vi addentrate per le vie del Quadrilatero della Moda, di Porta Venezia e di Corso Magenta, vi fingete un postino e citofonate a ogni portone sperando che qualcuno vi apra.

Oppure inserite su Google Maps gli indirizzi che trovate in quest’articolo: appartengono a edifici con i portoni sempre aperti e i cortili pronti ad accogliervi.

I primi due sono poco conosciuti e, quindi, poco frequentati. Gli altri, invece, sono più appariscenti e famosi.

Via Terraggio 5.

Via-terraggio cortile Milano

Un portone verde nasconde un angolo rosa di Milano. Rosa, sì: il cortile di Via Terraggio è invaso da cespugli di fiori rosa che cercano di raggiungere il balconcino della casa di mattoni beige che vi si affaccia. Oltre allo spettacolo color Big Babol, troverete altalene, uno scivolo e un lavandino in pietra.

Via Luini 5.

Via Luini cortile Milano

Prima di entrare, guardate il lato opposto della strada. Fra i rami e le foglie secche, intravedrete una croce celtica, segno che quel cortile abbandonato un tempo custodiva una chiesa. Via Luini 5, invece, non ha niente in comune con il suo vicino di strada. Degli archi color panna custodiscono un cortile silenzioso e ben curato. Sulla destra c’è una fontanella in pietra, e, davanti al porticato, la terrazza in fiore di una casa.

Via Manzoni 41.

Via Manzoni a Milano

Il cortile in questione appartiene al palazzo Borromeo d’Adda, costruito intorno al 1820 dall’architetto Gerolamo Arganini. Dovrete sorpassare un cancello di ferro battuto con lo stemma della famiglia Borromeo. Dopodiché, entrerete in un ampio cortile, le cui colonne tuscaniche sono ricoperte dal verde delle piante rampicanti.

Stendhal è stato più volte ospitato in Via Manzoni 41: che derivi da qui la sindrome di Stendhal?

Piazza Belgioioso 2.

Cosa vedere a Milano

Considerato uno delle migliori espressioni dell’arte neoclassica milanese, insieme al Teatro della Scala, Palazzo Belgiojoso fu costruito dall’architetto Piermarini che si ispirò alla Reggia di Caserta. Il colore rosa salmone delle pareti, le colonne doriche e le finestre decorate con aquile, palme e festoni caratterizzano il Palazzo.

Via Gesù 5.

Cosa vedere a MIlano

Il Palazzo Bagatti Valsecchi è una delle case museo meglio conservate d’Europa. Noi vi consigliamo di fare un giro all’interno, ma se non avete tempo limitatevi a entrare nel cortile: non ne resterete delusi.

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