Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Collegati per aver accesso ad offerte esclusive e sconti da urlo!

Facebook
Logout
MENU
Logo Windsor
MENU
Logo Windsor
Prenota ora
Prenota ora

Prenota subito la tua camera presso l'Hotel Windsor!

Arrivo
Partenza
Verifica
Disponibilità
Itinerari
Offerte Speciali
Itinerario su Misura

Crea il tuo itinerario con i local expert dell'Hotel Windsor!

Compila il form sottostante per consentirci di costruire il tuo itinerario, personalizzato in base alle tue esigenze e ai tuoi gusti.
Preparati a scoprire Milano da una nuova prospettiva!

Si, acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge 196/2003 Italiana

Eventi

Mostre da non perdere a Milano: Jean-Michel Basquiat al Mudec

News > Eventi | Mostre da non perdere a Milano: Jean-Michel Basquiat al Mudec

È iniziata a settembre la grande stagione delle mostre a Milano. È stata appena inaugurata la mostra a Palazzo Reale di Hokusai e maestri dell’ukiyo-e, che già si aggiunge questo mese di ottobre un altro evento molto atteso, la retrospettiva del grande artista americano Jean-Michel Basquiat al Mudec.

Basquiat nasce a Brooklyn, New York, il 22 dicembre 1960, da padre haitiano e madre portoricana.
La sua fama comincia tra le strade di Manhattan; firmandosi SAMO, acronimo per Same Ol’ Shit, i suoi graffiti, infarciti spesso di frasi rivoluzionarie, cominciano a stuzzicare la curiosità di alcuni impresari artistici di Manhattan e nel 1978 il Village Voice dedicò un articolo alle sue opere.

Mostre da non perdere a Milano: Jean-Michel Basquiat al Mudec

Basquiat è stato anche musicista con la band Gray, di cui ha fatto parte anche l’attore Vincent Gallo.
Ma la sua carriera nella musica non è paragonabile a quella di artista che decollò attorno al 1980.
La sua notorietà prende piede con la sua partecipazione all’esposizione collettiva The Times Square Show, e successivamente ad altre con artisti come Robert Mapplethorpe e Keith Haring.

Nel 1982 entra a far parte della Factory di Andy Warhol, il quale influenzerà i sui lavori successivi.
Basquiat espone le proprie opere nelle più importanti gallerie di tutto il mondo, e nel 1985 il New York Times Magazine gli dedica la copertina, con il titolo: New Art, New Money: The Making of an American Artist.
La sua morte, avvenuta nel 1988 a soli 27 anni dopo una vita tormentata dalle droghe, un anno prima di quella del suo mentore Warhol, ha lasciato un vuoto incolmabile nell’arte contemporanea. Amato e imitato, Basquiat è considerato un maestro dell’arte di strada, esempio per molte correnti artistiche che seguirono alla sua morte. È uno degli artisti più ricercati al mondo e lo dimostra anche la recente vendita di un autoritratto di Jean-Michel Basquiat battuto all’asta da Christie’s per la cifra stellare di 57.3 milioni di dollari.

le opere di Basquiat in mostra a Milano

Una retrospettiva inedita in Europa

foto di jean michel basquiat

Credits: biografieonline.it

La retrospettiva, curata da Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio, è composta da quasi 100 opere
provenienti da collezioni private, che attraversano l’intera carriera di Basquiat.

La mostra, che aprirà i battenti il 27 ottobre, ci porta nelle strade della New York di trent’anni fa. La New York di Baquiat, infatti, è quella della fine degli anni Settanta e della prima metà degli Ottanta, una metropoli sull’orlo della bancarotta, corrotta e povera ma infinitamente fertile sotto il profilo artistico.

L’arte di Basquiat con i suoi graffiti provocatori sui muri o sui vagoni della metropolitana avrebbe influenzato la street art odierna. La sua pittura non è classificabile in nessuna corrente ufficiale; Basquiat si definiva un “analphabet artist”, per via dell’infantilismo e dell’immediatezza che caratterizzavano i tratti delle sue opere che erano tra l’altro sempre prive di cornici. La sua arte si potrebbe definire “arte povera”, proveniente dai bassifondi, una corrente di arte figurativa in cui si posso riconoscere influenze di artisti come Picasso o Mirò, i quali sono sempre stati considerati da Basquiat come fonti di ispirazione.

I suoi soggetti e le sue scelte tematiche sono state anche influenzate anche dalla cultura afro-americana. Spesso i dipinti hanno carattere sociale legate alle questioni razziali, e alcune delle sue opere sono dedicate ai grandi miti dello sport, a leader politici o a musicisti di colore.

Jean-Michel Basquiat fu considerato un “outsider e dopo la sua morte, avvenuta per overdose, fu soprannominato il “James Dean dell’arte moderna”, proprio per la sua ascesa seguita poi purtroppo da una morte prematura.
Dopo la prima mostra al Whitney Museum of American Art nel 1992 seguita da quella del Brooklyn Museum of Art nel 2005, quella del Mudec è la terza grande retrospettiva dedicata all’artista newyorkese, mai avvenuta in Europa. Un fattore che rende questo evento ancora più unico che raro. La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio 2017.

Sito della mostra: www.mudec.it/ita/jean-michel-basquiat/.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *