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Arte e Storia

Musei di Milano: il PAC e le nuove tendenze artistiche

News > Arte e Storia | Musei di Milano: il PAC e le nuove tendenze artistiche

Di musei, a Milano, ce ne sono molti. Dal museo del fumetto a quello del ‘900: la città è tappezzata di manifesti che segnalano le nuove mostre in programma.
Fra questi, però, sono pochi quelli inerenti l’arte contemporanea, forse perché in città ci sono più gallerie che veri e propri spazi museali dedicati alle ultime tendenze.
Forse perché ne basta uno.
Uno come il PAC.

La storia del PAC

padiglione di arte contemporanea a Milano

Il PAC è il padiglione di arte contemporanea di Milano.
La sua storia ha inizio nel 1947, quando il Comune cerca un nuovo spazio per le collezioni delle Civiche Raccolte del XX secolo. Si interessa a uno spazio dietro Corso Venezia, quello che un tempo ospitava le ex-scuderie regali e che, dal 1921, è sede della Galleria d’Arte Moderna.

È l’architetto Ignazio Gardella a prendersi carico del progetto, riuscendo a sintetizzare due correnti opposte del Comune di Milano: quella più conservatrice, che voleva la manutenzione degli spazi, e quella più riformatrice, che voleva, invece, un rifacimento totale.

Il progetto di Gardella prevede che il museo occupi lo stesso spazio delle ex-scuderie, ma che si sviluppi su tre livelli interni, ognuno adibito a un’arte: scultura nel primo, pittura nel secondo e disegni e oggettistica nel terzo. Il risultato è uno spazio architettonico divisibile che, però, mantiene la sua identità e unità originale.
Il PAC inaugura nel 1954. Inizialmente museo, assume ben presto la funzione di galleria espositiva di mostre temporanee, strumenti di ricerca e nuove sperimentazioni.

Ben presto, i piani suddivisi rigorosamente cambiano funzione e si adattano al tipo di mostra presentata: l’architettura è essa stessa esposizione, sensibile alle tematiche presentate.
Così, lo spazio diventa allo stesso tempo un contenitore e interlocutore.

Uno spazio moderno e grandioso, che andrà in gran parte distrutto nel 1993 quando un attentato di matrice mafiosa lo sventra.
Nel 1996 viene ricostruito e, da allora, si è sempre posto come punto di riferimento dell’arte internazionale.

Cosa vedere al PAC

Musei di Milano: il PAC e le nuove tendenze artistiche

Entrare al PAC significa vivere una duplice esperienza e dover prestare attenzione a due aspetti ugualmente importanti: quella del contenitore e quella del contenuto, dello spazio e delle mostre.

Accanto al PAC, c’è il GAM, la Galleria d’Arte Moderna. Per anni, il PAC è vissuto alla sua ombra: noi vi consigliamo di visitarli entrambi, e di dedicare particolare attenzione all’opera di Gardella.
Oltrepassate la soglia di ingresso. Vi troverete in uno spazio trapezoidale suddiviso in tre livelli verticali, dialoganti fra loro. Il primo si affaccia sui Giardini di Porta Venezia ed è illuminato da una grande vetrata.

Nel secondo, invece, la luce è più tenue, mentre il terzo possiede una grande terrazza. Il visitatore, muovendosi da uno spazio all’altro, riesce a cogliere la complessità e l’armonia dei tre ambienti e delle loro prospettive oblique.
Oltre allo spazio espositivo, è notevole anche la selezione delle mostre, tutte temporanee.

Una delle più attese è quella che si terrà dal 05 luglio al 12 settembre 2016. Le stanze del museo sono occupate da CUBA. Tatuare la storia. La mostra ha l’obiettivo di guidare il pubblico italiano nella comprensione dell’arte cubana. Le opere e installazioni si focalizzano sul carattere performativo tipico cubano.

Tutti gli eventi organizzati dal PAC sono di forte impatto visivo e hanno un grande valore comunicativo, sociale e artistico.
Inoltre, parallelamente all’attività espositiva, il PAC porta avanti un progetto educativo per promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea.

Vengono, ad esempio, organizzate visite guidate gratuite e altri eventi che permettano di favorire l’approfondimento e la comprensione dei temi trattati dagli artisti esposti.
Il PAC è sopravvissuto al tempo, agli attentati e ai concorrenti.
Per questo, vale la pena di dedicargli almeno una visita.

Credits immagini: sito PAC www.pacmilano.it

PAC Milano

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