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Arte e Storia

Perché visitare il Piccolo Teatro di Milano

News > Arte e Storia | Perché visitare il Piccolo Teatro di Milano

Se vi diciamo “piccolo”, cosa vi viene in mente? Un bambino, un orecchino, il personaggio di Goku o il cuore del vostro ex?

A un Milanese, tendenzialmente, non viene in mente niente di tutto questo: chi vive a Milano, infatti, ricollega la parola piccolo al teatro di via Rovello. Un teatro, il Piccolo di Milano, che custodisce anni di storia e di cultura e che, per questo, va visitato anche se non si ha la possibilità di assistere a una rappresentazione teatrale.

Piccolo 2

La storia del Piccolo: da Palazzo Carmagnola al teatro

Via Dante è una lunga via del centro di Milano che collega Piazza Cordusio con il Castello Sforzesco: il suo pavé accoglie, ogni giorno, giocolieri, ciclisti e passanti e si snoda in strette vie laterali.

Una di queste è via Rovello: impossibile, passandoci davanti, non notare i manifesti rossi del Piccolo, che pendono come bandiere dalle mura di via Rovello 2. È qui, infatti, che si trova Palazzo Carmagnola, che oggi ospita il Teatro Piccolo di Milano.

È la storia del palazzo a renderlo un luogo unico, che è stato abitato da innumerevoli famiglie e che ha cambiato volto nel corso dei secoli. La prima famiglia ad abitare le sue sale fu quella dei Visconti, che lo utilizzarono come seconda dimora. Il Duca di Milano, Filippo Maria Visconti, concesse il palazzo in dono a Carmagnola, un noto condottiero del tempo che si era contraddistinto per le innumerevoli vittorie e il coraggio. Il carattere fiero e impavido di Carmagnola lo condusse verso un futuro glorioso ma infelice: prestando servizio sia a Milano sia a Venezia, e accusato di doppiogioco, fu decapitato in quest’ultima città, davanti a moglie e figlia.

Dopo la sua morte, Ludovico il Moro rivendicò la proprietà del palazzo e organizzò grandi lavori di ristrutturazione che videro il completamento del palazzo con colonnati imponenti e rifiniture opera di Bramante e di Leonardo. All’inizio del 1500, il Palazzo cambiò nuovamente volto e scopo: divenne, infatti, il Broletto Nuovissimo, ovvero il posto dove si tenevano le assemblee cittadine. Il palazzo di via Rovello 2 rivestì un ruolo fondamentale per l’amministrazione cittadina fino all’Unità d’Italia, quando furono trasferiti tutti gli organi comunali a Palazzo Marino. Da dimora a palazzo comunale: la storia di Palazzo Carmagnola non finisce qua. Nel XX secolo, infatti, Palazzo Carmagnola subì nuove ristrutturazioni e i suoi sotterranei furono utilizzati come sede di controspionaggio fascista. Infine, nel 1947, le sue sale furono adibite a teatro e qua, fu fondato il Piccolo di Milano, da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, il teatro “nostro e vostro, il primo teatro comunale d’Italia”.

Cosa vedere al Piccolo

Piccolo 3

Ovviamente, vi consigliamo di verificare la disponibilità dei biglietti e prenotare uno spettacolo durante la vostre permanenza a Milano: entrare nella sala del Piccolo, poco illuminata e intima, sprofondare nelle poltrone rosse e aspettare che le tende si aprano vi farà capire quanto poco “piccolo” sia il teatro.

Qualora non vi fosse possibile, però, fateci ugualmente un salto. Dell’edificio quattrocentesco rimangono i portici con i capitelli scolpiti in marmo, mentre il cortile con le sei arcate è opera del rifacimento del XVI secolo.

Arrivanti nel cortile, guardate verso il basso: vedrete, infatti, una meridiana disegnata da Leonardo. Fermatevi anche al caffè letterario: se è bel tempo, sedetevi nel cortile e ordinate un cocktail o un bicchiere di vino.

Sito del teatro: https://www.piccoloteatro.org/

Vi sarà servito un vassoio di crudité, di pizzette e di altre delicatezze culinarie da assaggiare. Poi, fate un giro per gli scaffali e sfogliate i libri d’arte. L’atmosfera è magica: il Piccolo è un luogo affascinante da assaporare senza fretta, proprio come uno stuzzicante aperitivo.

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