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Arte e Storia

San Bernardino alle Ossa, la chiesa più sorprendente di Milano

News > Arte e Storia | San Bernardino alle Ossa, la chiesa più sorprendente di Milano

Alle spalle del Duomo, c’è una piazzetta che, all’ora di pranzo, è popolata dagli studenti dell’Università Statale: è Piazza Santo Stefano, chiamata così per via dell’omonima Basilica che vi si affaccia.
Non lasciatevi distrarre dall’imponenza della Basilica o dai pettegolezzi degli studenti: dirigetevi, invece, sulla sinistra della piazza, dove si trova una piccola chiesa.

Poco conosciuta, buia e sobria, la chiesa di San Bernardino alle Ossa non sembra valere la pena di una visita. Eppure, il nome dovrebbe mettervi in guardia: quel “alle ossa” per cosa starà? Non ci saranno delle ossa realmente? Sarà, metaforico, no? No. Ci sono delle ossa. Realmente.

Ma arriviamoci con calma.

La storia di San Bernardino alle Ossa

Milano, 1127. Nell’attuale via Brolo, furono edificati un ospedale destinato alla cura dei lebbrosi e, accanto, un cimitero.
Presto, lo spazio del cimitero cominciò a diventare insufficiente.

Così, nel 1210, fu costruita una camera destinata a raccogliere le ossa che non vi trovavano spazio. Nel 1269, l’ossario fu affiancato da una chiesa, San Bernardino alle Ossa, gestita dall’ordine dei Disciplini.

Riconoscerli era semplice: indossavano un cappuccio che lasciava scoperti solo gli occhi, portavano un teschio al cordone della cintura e il loro saio era aperto sulla schiena, per fari sì che le cicatrici fossero visibili. La “disciplina” alla quale il nome si rifaceva, infatti, era quella dell’autoflagellazione che era solita accompagnare le loro preghiere.

San-Bernardino-2

Erano i Disciplini a custodire la chiesa e, quando nel 1642 il campanile della Basilica crollò su San Bernardino, decisero di ricostruirla e renderla più memorabile.

Forse influenzati dal teschio che portavano legato in vita, i Disciplini decisero di raccogliere le ossa che provenivano dall’ospedale e di arredarci una stanza della chiesa.

Oggi, potete visitare la Chiesa di San Bernardino alle Ossa così come fu costruita più di quattrocento anni fa.

Cosa vedere nella chiesa di San Bernardino alle Ossa

Entrando nella chiesa, volgete lo sguardo verso l’alto, dove potrete ammirare la cupola affrescata da Sebastiano Ricci, che ritrae l’ascesa di un’anima dal Purgatorio al Paradiso.
Dopodiché, date un’occhiata al pavimento, dove troverete una grata di ferro che conduce al sepolcreto dei Disciplini.

Adesso, nei sotterranei, c’è solo uno spazio pentagonale con delle pietre. Scendere in questo luogo prima del disfacimento dell’ordine, invece, voleva dire trovare le pietre utilizzate a mo’ di sedie, sulle quali riposavano i corpi dei confratelli defunti. Era questo, infatti, il processo di mummificazione dell’ordine dei Disciplini.

Inquietante, eh? Aspettate a dirlo: dirigetevi sulla destra ed entrate nell’ossario. È qui che i Disciplini hanno dato il loro meglio, coprendo ogni singolo centimetro con ossa e teschi.

San-bernardino-1

La leggenda narra che, fra i tanti, ci siano anche i resti di una bambina che, la notte di Ognissanti, tornerebbe in vita, trascinando fuori dall’Ossario altri suoi compagni defunti e festeggiando con una danza.
Un’ultima curiosità: nel 1783, il re portoghese Giovanni V, fu così colpito dalla chiesa di San Bernardino alle Ossa, che ne fece costruire una copia uguale a Evora.

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